CHI SONO...

La mia prima sfida, il primo ostacolo superato

Riccardo PittisSono nato a Milano il 18 dicembre 1968 sotto un’abbondante nevicata. La felicità per il lieto evento di mamma Elena, papà Sergio e di mio fratello Carlo non durò molto; dopo poche ore dalla mia nascita, il dottore comunicò alla mia famiglia che ero nato con un difetto interventricolare.

Fu così che, ancora in fasce, mi ritrovai ad affrontare la mia prima sfida.

All'età di 6 anni, dopo essermi formato fisicamente, venni operato al cuore per correggere il difetto congenito. L’intervento riuscì perfettamente (altrimenti non sarei qui a raccontarlo) e, nel primo incontro post-operatorio, il dott. Azzolina suggerì a mia madre di farmi praticare dello sport.

Considerando la mia altezza, già allora superiore alla media, e il fatto che mio fratello già lo praticava, iniziai a giocare a basket.

La pallacanestro è stata parte fondante della mia vita, il terreno (non soltanto di gioco) dal quale ho tratto tanti preziosi insegnamenti.

Gli stessi insegnamenti che oggi mi impegno a trasferire alle persone e ai team che decidono di intraprendere percorsi di crescita personale, alla scoperta dei propri talenti e in ogni ambito della loro vita privata e professionale.

IL BASKET e LO SPORT

La mia carriera da cestista

Per quasi 30 anni, di cui 20 da professionista, ho giocato a basket e ciò mi ha permesso di provare il piacere del successo.

Ho iniziato la mia carriera nelle giovanili dell'Olimpia Milano, approdando in prima squadra nel 1985. Vi ho giocato fino al 1993 vincendo, tra le altre cose, 4 scudetti, 2 coppe campioni e diventando capitano della squadra nel 1990.

Nel 1993 mi sono trasferito a Treviso, nella Benetton Basket, la squadra con la quale ho continuato a vincere (altri due scudetti e numerose altre coppe) e con la quale ho concluso la mia carriera da cestista nel 2004.

Dal 1989 al 1997 ho avuto l'onore di indossare per 118 volte la maglia della Nazionale Italiana, vincendo 2 medaglie d'argento, ai Campionati Europei del 1991 e del 1997.

I miei record, i blocchi superati, la spinta verso il Mental Coaching

Ad oggi sono il secondo giocatore della storia italiana per numero di trofei vinti, subito dopo la leggenda Dino Meneghin e detengo tuttora il record assoluto delle palle recuperate e il secondo posto nella classifica degli assist.

Spesso, quando parlo della mia carriera, mi piace menzionare due curiosità che vanno oltre le vittorie in campo.

La prima è che ho giocato, in vent'anni, 685 partite senza mai saltarne una.

La seconda è l'episodio chiave che ha rappresentato il motivo scatenante per il quale oggi faccio il Mental Coach: negli ultimi anni della mia carriera, per un problema alla mano destra, sono dovuto diventare mancino.

Dopo il basket

Vorrei poterti dire che la mia vita post-basket è stata altrettanto fantastica, ma non è così.
Dopo aver vissuto una meravigliosa esperienza, ricca di soddisfazioni, nel mondo dello sport (o come sono solito chiamarlo, "il mondo delle palline colorate"), mi sono scontrato con una nuova realtà, dura, ben diversa da ciò che avevo vissuto prima di allora.

Ho passato momenti non facili e vissuto esperienze che mi hanno segnato.

Ma oggi, la mia vita è cambiata, positivamente.
Lo devo alle lezioni apprese e agli strumenti cognitivi che ho acquisito e, soprattutto, voluto acquisire per affrontare le difficoltà incontrate.

Ed è cambiata perché io ho voluto cambiarla, lavorando sui miei punti di forza, in vista di obiettivi ben definiti, cosciente di poter superare i blocchi che prima mi limitavano, deciso a seguire la mia direzione.

Pittis dopo il Basket

RICCARDO PITTIS OGGI

La (ri)scoperta

Nel momento di maggior sconforto, quando avevo ormai, non ho vergogna ad ammetterlo, toccato il fondo, ancora una volta lo sport mi ha “salvato”.

Mi è bastato ricordare di tutte le volte che, dopo una serie di partite perse o giornate nelle quali non riuscivo a esprimermi al meglio, sono riuscito a reagire e scendere in campo più motivato che mai, con in testa un solo obiettivo: il successo.

Pittis-public-speaking

Come facevo a rialzare la testa e tornare a vincere?
Come riuscivo a essere entusiasta di tutto ciò che facevo e soddisfatto della mia vita?

La risposta era in me, nella mia storia, nei precedenti capitoli della mia vita, gli stessi che hai appena letto.

Quando le cose andavano male, tenevo la testa alta, non mi piangevo addosso, non davo la colpa alla sfortuna.

Mi fermavo, analizzavo il perché le cose stessero andando male, mi concentravo sui miei punti di forza.

A quel punto, tornare in campo e conquistare la meritata vittoria, che era sempre stata lì, alla mia portata, diventava facile.

Puntavo tutto su ciò che volevo veramente, utilizzavo i miei talenti, facendo ciò che mi rendeva più felice, sapevo concedermi della giusta autostima.

E così ho fatto anche questa volta, in questa mia seconda vita.

il Mental Coaching

Ho preso piena coscienza di cosa, nel bene e nel male, ha sempre fatto la differenza.

Il mio atteggiamento mentale è sempre stato la chiave tanto dei miei successi quanto dei miei momenti "no".

Oggi la mia mente è tornata a essere lo strumento grazie al quale raggiungere risultati straordinari, che un tempo sembravano impossibili, come diventare mancini.

Quella che è iniziata come la lettura di qualche libro sul Mental Coaching e sulla crescita personale, si è trasformata in una profonda ricerca personale e un intenso studio su come la mente può influire sul successo, dell'individuo quanto del gruppo.

La frequentazione di diversi corsi e l'iscrizione a una scuola di coaching mi hanno permesso di diventare Mental Coach, con la PNL, certificato ICF.

Ciò che ho imparato con lo studio e con la mia esperienza sportiva mi hanno portato a ideare un approccio personalizzato al Mental Coaching, testato con successo, nelle realtà più svariate.

Dal 2013 lavoro con importanti aziende italiane e multinazionali.

Supporto professionisti, manager, imprenditori, sportivi e tante altre persone a capire e seguire la loro direzione, scendere in campo e raggiungere il successo in tutti gli ambiti della loro vita.

È questa la mia nuova missione, il mio canestro da centrare.

Pittis con Magic Jonson

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