Chi sono

Ciao, sono Riccardo Pittis, speaker motivazionale, Mental Coach e formatore.

Sono stato un giocatore professionista di basket per 20 anni. La pallacanestro è stata parte fondante della mia vita, il terreno, non soltanto di gioco, dal quale ho tratto tanti preziosi insegnamenti.

Gli stessi insegnamenti che oggi mi impegno a trasferire alle persone e alle aziende che decidono di intraprendere percorsi di crescita personale e professionale, alla scoperta dei propri talenti e in ogni ambito della loro vita.

Riccardo Pittis

“Ogni giorno supporto professionisti, manager, imprenditori, sportivi e tante persone a capire e seguire la loro direzione, scendere in campo e raggiungere il successo in tutti gli ambiti della loro vita. È questa la mia nuova missione, il mio canestro da centrare, il mio trofeo da conquistare.”

I ♥ THIS GAME

La mia prima sfida

Sono nato a Milano il 18 dicembre 1968 sotto un’abbondante nevicata. La felicità di mamma Elena, papà Sergio e di mio fratello Carlo non durò molto; dopo poche ore dalla mia nascita, il dottore comunicò alla mia famiglia che ero nato con un difetto interventricolare. Fu così che, ancora in fasce, mi ritrovai ad affrontare la mia prima sfida.

IL MIO PRIMO OSTACOLO SUPERATO
All’età di 6 anni
, dopo essermi formato fisicamente, venni operato al cuore per correggere il difetto congenito. L’intervento riuscì perfettamente (altrimenti non sarei qui a raccontarlo) e, nel primo incontro post-operatorio, il dott. Azzolina suggerì a mia madre di farmi praticare dello sport. Considerando la mia altezza, già allora superiore alla media, e il fatto che mio fratello già lo praticava, iniziai a giocare a basket.

La mia carriera da cestista

Per quasi 30 anni, di cui 20 da professionista, ho giocato a basket e ciò mi ha permesso di provare il piacere del successo.

Ho iniziato la mia carriera nelle giovanili dell’Olimpia Milano, approdando in prima squadra nel 1985 e giocandoci fino al 1993. Dal 1993 ho giocato per la Benetton Treviso, con la quale ho concluso la mia carriera da cestista nel 2004. Con questi club ho vinto tutto quello un’atleta può desiderare e ambire, da scudetti a Coppe dei Campioni.

Dal 1989 al 1997 ho avuto l’onore di indossare per 118 volte la maglia della Nazionale Italiana, vincendo anche qui diversi trofei. Sono il giocatore più titolato della storia italiana del basket, secondo solo alla leggenda Dino Meneghin, puoi leggere qui il mio palmares e i record.

Oltre ai trofei, c’è un episodio chiave che ha rappresentato il motivo per il quale sono un Mental Coach: negli ultimi anni della mia carriera, per un problema alla mano destra, sono dovuto diventare mancino.

Il Turning Point dopo il basket

Vorrei poterti dire che dopo il ritiro dal professionismo la mia vita ha continuato ad essere fantastica, ma non è così.

Ho avuto il piacere, la fortuna e anche la forza di vivere un’esperienza sportiva meravigliosa, ricca di soddisfazioni agonistiche, di tantissimi di momenti emozionanti, quello che sono solito chiamare “il mondo delle palline colorate“. Terminata questa fase, mi sono scontrato con una realtà ben diversa da ciò che avevo vissuto prima di allora. Ho passato momenti non facili e vissuto esperienze che mi hanno segnato. Nel momento di maggior sconforto, quando avevo ormai, non ho vergogna ad ammetterlo, toccato il fondo, ancora una volta lo sport mi ha “salvato”.  Perché ho fatto cambiare la mia vita esattamente come quando ero un giocatore, mi sono allenato e mi sono preparato anche qui.

Quella che è iniziata come la lettura di qualche libro sul coaching e sulla crescita personale, si è trasformata in una profonda ricerca personale interiore e un intenso studio su come la mente può influire sul successo, dell’individuo quanto del gruppo. Ho quindi recuperato le lezioni apprese nella mia prima carriera e ho acquisito nuovi strumenti cognitivi, frequentando diversi corsi e diventando un Mental Coach con la PNL certificato ICF. Sono quindi diventato un professionista anche in questo.

Pittis oggi e la mia seconda carriera

So che il mio atteggiamento mentale è sempre stato la chiave dei miei tanti successi e anche dei miei momenti “no“. Ho quindi lavorato sui miei punti di forza, in vista di obiettivi ben definiti, cosciente di poter superare i blocchi che prima mi limitavano, deciso a seguire la mia direzione.

La mia mente è tornata a essere lo strumento grazie al quale raggiungere risultati straordinari, che un tempo sembravano impossibili, come diventare mancini.

Dal 2013 lavoro con importanti aziende italiane e multinazionali, facendo speech motivazionali, seguendo i loro team in un percorso di team building o supportando i singoli all’interno dell’organizzazione. I loro successi sono diventati i miei successi.

Non solo: ciò che ho imparato con la mia esperienza sportiva e poi con lo studio mi ha portato a ideare un approccio personalizzato al Mental Coaching, testato con successo, nelle realtà più svariate, sia con le persone che con le aziende.