I miei primi 50 anni

Ho compiuto 50 anni.
Nevicava quel mercoledì. Mio papà era tornato a casa per pranzo, come avrebbe fatto per tutto il resto della sua vita lavorativa.

Sergio, dopo aver mangiato e constatato che è tutto sotto controllo, riprende la macchina e torna al lavoro. Fortuna vuole che quel giorno mio padre, professione tappezziere, lavori non lontano da casa. Pochi minuti dopo essere tornato nell’appartamento in cui sta mettendo la carta da parati, infatti, riceve la telefonata di mio fratello Carlo che lo avverte di tornare immediatamente a casa perché mamma Elena “richiede con una certa urgenza la sua presenza a casa”.

Considerato che mia mamma era veneta e mio papà friulano, quanto riportato sopra nel virgolettato non riporta fedelmente quanto in realtà proferito.

Fatto sta che una volta tornato a casa, Sergio carica Elena, detta Lella (non ho mai capito perché, ma fa niente..) e Carlo (detto Carlo) sulla 850 familiare (non BMW ça va sans dire..) e parte sotto la neve per la clinica Mangiagalli.
Degno del miglior Hannu Mikkola, il Pittis corre lungo le strade ghiacciate di Milano come se guidasse un gatto delle nevi ed a tempo di record deposita la Lella all’ingresso della clinica, dove viene prelevata da due solerti infermieri che la accompagnano velocemente in sala parto. Lei riesce a tener duro, evitando così di partorirmi in ascensore, e dopo pochi secondi,,,vengo al mondo.

Era il 18 dicembre 1968, erano le 14.30 e nevicava.

Sono passati 50 anni da quel giorno e nel frattempo sono successe un po’ di cose che chiamiamo Vita. Alcune belle, altre meno, ma per tutte ne è valsa la pena. Anzi, ne è la valsa la gioia.
Ho fatto cose giuste ed ho commesso tanti errori e da questi ho sempre imparato qualcosa.
Chiedo scusa alle persone che ho ferito e aggiungo che non l’ho mai fatto per ferire.
A quelle che ho deluso ed a quelle che ho illuso, dico di andare oltre. Non per il mio bene ma per il loro, perché vivere nel rancore fa solo male.

Ringrazio le persone che mi hanno amato e che sono state ricambiate.
Grazie a Te che mi ami e che sei ricambiata.
Ringrazio mio fratello Carlo, perché se non fosse stato fin da bambino quello che è, cioè una persona meravigliosa, buona ed intelligente, oltre a tante altre cose, e non avesse fatto quella telefonata, probabilmente sarei nato in casa e non alla Mangiagalli.Grazie soprattutto a Mamma Elena ed a Papà Sergio perché se sono qui oggi e sono quello che sono è soprattutto merito Vostro. Ed anche se non ci siete, ci siete sempre e sempre ci sarete.
Grazie infine a tutte le persone che ho incrociato in questi primi cinquant’anni ed hanno fatto parte della mia vita, anche per pochi minuti, perché avete contribuito a farmi vivere una vita meravigliosa.

Si, perché con le sue cose belle e meno belle, la Vita è proprio una Meraviglia.