Leader e Leadership per il successo

In questi giorni ho assistito e commentato per la RAI le finali di Coppa Italia di basket a Firenze, dove la Vanoli Cremona ha vinto meritatamente la competizione dopo una quattro giorni veramente emozionanti.
Oltre alla mia postazione privilegiata di commentatore, in queste occasioni metto anche gli “occhiali” da Mental Coach per leggere cosa accade al di là degli aspetti meramente tecnici.
Come di consueto, mi è piaciuto osservare le dinamiche nascoste alla base del successo della squadra, quelle motivazioni invisibili ed intangibili che vanno oltre le caratteristiche tecniche dei giocatori e le scelte tattiche dell’allenatore.

Nel basket si parla spesso dell’asse play-pivot come essenziale per la vittoria o meno di una squadra ed in parte concordo con questa lettura, anche se nel basket moderno la figura del pivot non è più così centrale come un tempo, proprio perché i centri sono in via d’estinzione ed i giocatori alti che una volta potevano giocare solo spalle a canestro, ora tendono a spostarsi verso l’esterno e ad avere altre caratteristiche.

Questo però, seppur importante, è solo un aspetto tecnico, mentre quello secondo me ancor più essenziale, per non dire fondamentale, esula completamente dall’aspetto tecnico/tattico.
Mi riferisco al rapporto tra coach e leader in campo, nella fattispecie di Cremona, rispettivamente Meo Sacchetti e Travis Diener.

Tra i due c’è un rapporto speciale, nato anni fa all’epoca delle esaltanti stagioni che consacrarono Sassari alla ribalta del basket italiano. Assieme vinsero la prima Coppa Italia della storia della Dinamo Basket. Nel 2014 Diener smise di giocare a basket, proprio nell’anno in cui Sassari poi vinse il suo primo ed unico Scudetto sempre sotto la guida di Sacchetti.

Tre anni dopo aver smesso, i destini dei due si incrociano nuovamente, grazie alla chiamata di Meo, neo-allenatore della retrocessa Cremona, che chiede a Travis di rivestire i panni del giocatore. Diener accetta, soprattutto perché il campionato di LNB (la seconda lega italiana) è sicuramente molto meno intenso ed impegnativo fisicamente e può essere sostenuto nonostante i tre anni di assenza dai campi.

Poco dopo la firma del contratto, la Vanoli viene però ripescata e partecipa a sorpresa alla Serie A. Ciò nonostante Sacchetti e Diener la portano alla conquista dei playoff ed alle Final Eight di Coppa Italia.
L’alchimia esistente tra i due è uno dei fattori chiave delle brillanti stagioni delle squadre in cui hanno presenziato assieme.
La Coppa Italia appena vinta ne è stato l’emblema.

Dalla mia postazione li osservavo e notavo tutte quelle caratteristiche tipiche dei rapporti vincenti Coach-Player, alla base del quale ci sono i due pilastri fondamentali per la creazione di un team vincente e di una leadership perfetta: RISPETTO e FIDUCIA.

Sacchetti – Diener, Peterson – D’Antoni, Messina – Brunamonti (o Danilovic, Rigaudeau, Ginobili) solo per citarne alcuni, sono quelle accoppiate che fanno ancor più la differenza di qualsiasi aspetto tecnico o tattico.

Quando un giocatore all’interno della squadra, per caratteristiche tecniche e caratteriali, viene riconosciuto come leader dai propri compagni, uno dei compiti del Coach è individuarlo ed investirlo di tale ruolo ufficialmente (magari facendolo capitano) rafforzando così la sua leadership, creare un rapporto speciale con lui, facendolo diventare il prolungamento del suo braccio all’interno della squadra e “dargliela in mano”, restando comunque in una posizione di controllo e decisione finale.

Anch’io ho avuto l’onere e l’onore di essere quel giocatore con diversi allenatori nel corso della mia carriera ed ecco perché ho la ragionevole certezza che sia fondamentale per creare dei team vincenti e delle annate di successo.

Il RISPETTO e la FIDUCIA reciproci sono la base perché tutto ciò avvenga.
Questo concetto non vale solo per lo sport. Nelle aziende il meccanismo è di altrettanta vitale importanza.
Leader vincenti e team di successo, hanno come basi fondamentali queste due caratteristiche.

Possono essere create ed allenate? Si, se sai come farlo.

Proprio in base a questo ragionamento, ho studiato un percorso di coaching, basato sulla mia esperienza sportiva di Team e Leader, per spiegare, trasferire ed allenare questi concetti e creare così delle SQUADRE VINCENTI.

 



Autore: Riccardo Pittis
Speaker motivazionale, Mental Coach e Corporate Trainer. Ex Nazionale di Basket