La dura ripresa

Dopo un periodo di vacanze, la ripresa delle attività non è quasi mai facile. La mente rallenta, il fisico la segue e tutto diventa faticoso. È difficile trovare la concentrazione e l’energia per ricominciare, spesso con la necessità di dover andare a mille all’ora perché le cose da fare si sono accumulate e le ore a disposizione sono sempre 24.
Conosco molto bene la sensazione perché, quando giocavo e riprendevo gli allenamenti dopo la pausa estiva, la situazione era esattamente la stessa.

Ecco allora 3 consigli per una ripresa meno traumatica.

 

1)  Ricominciare piano

Quando la muscolatura è allenata tutti i giorni, bastano pochi minuti di riscaldamento per riattivare tutto il sistema e portarlo alla massima efficienza. Dopo un periodo di pausa più o meno breve (bastano anche 7-8 giorni per “raffreddarsi”), occorre riprendere piano gli allenamenti per evitare di stressare il proprio apparato muscolare e rischiare così di infortunarsi.

Lo stesso vale per il nostro cervello. Nel momento in cui stacchiamo dal lavoro e ci rilassiamo mentalmente, i nostri pensieri si alleggeriscono e così il nostro corpo. Non è un caso se spesso, dopo tre o quattro giorni di vacanza, iniziamo a dormire meglio e più a lungo, andando ben oltre le ore che normalmente dedichiamo al sonno.

Ricominciare piano diventa quindi fondamentale alla ripresa dei lavori, proprio perché passare da uno stato di lentezza ad uno di estrema velocità, causa stress sia mentale che fisico e riduce la nostra efficienza, rischiando di mandarci in tilt.

2)  Fermati, Respira ed inizia a spezzettare i compiti

Al rientro in ufficio, basta dare uno sguardo alla scrivania piena di carte, per iniziare a sentir montare un sottile filo di ansia che cresce con il passare dei minuti fino a crearci un disagio fisico vero e proprio, normalmente all’altezza del diaframma.

Si comincia pensando alle cose da fare tutte in una volta: le mail da inviare, le telefonate, le scadenze, i contratti, le fatture, etc..Tutta una serie di pensieri stressanti che ci mandano in panico e ci bloccano.

La prima cosa utile da fare è fermarsi! La seconda è respirare. Possibilmente con il diaframma. Può sembrare uno scherzo, ma vi posso garantire che è un ottimo metodo per abbassare lo stato d’ansia in certe situazioni.

Dopo aver ritrovato lucidità e serenità, occorre fare un vero e proprio piano d’azione, molto razionale, in cui iniziamo a spezzettare i compiti in piccole parti.

Vi faccio un esempio: quando riprendevo gli allenamenti, dopo i primi due giorni “tranquilli”, si cominciava a fare sul serio. Capitava quindi che l’allenatore ci illustrasse il programma di atletica al mattino che comprendeva, dopo una “corsetta” per riscaldarci di 4 o 5 km, una serie di ripetute di allunghi e sprint e salti e pesi che ti faceva voglia di smettere di giocare il giorno stesso.

Il pensiero di dover fare tutte queste cose, ti stancava ancor prima di iniziare a farle. Cosa mi aiutava? Spezzettarle. Anziché pensare di farle tutte, iniziavo ad affrontarle mentalmente una alla volta, dicendo a me stesso: “Ok, devo fare un allungo di 60 metri”. Finito quello, affrontavo il secondo e poi il terzo e via così fino alla fine.

E per amplificare il beneficio di questa tecnica, ad ogni ripetuta fatta, aggiungevo con il pensiero una tacca nella mia to-do-list mentale per spuntare un compito terminato e mi ripetevo: “Ok, ora ne mancano solo 5” e poi 4, 3 etc.

Vale lo stesso con le cose da fare in ufficio al rientro. Non pensate al totale, ma affrontatene una alla volta, organizzandole in base alla priorità ed al tempo a disposizione. Ed appena ne avete completata una, spuntate la vostra lista e scriveteci “FATTA!”. In maiuscolo e con il punto esclamativo, perché così vi state metaforicamente tirando una pacca sulla spalla e dicendo “BRAVA/O!”

3) Non fermatevi mai del tutto

Il terzo consiglio è il più difficile da accettare e potrà esservi utile solo dalla prossima volta.

Per quanto però mi renda conto possa essere difficile da digerire, vi posso assicurare che è senza dubbio il più efficace, proprio perché va a prevenire anziché curare.

Alla fine di una stagione sportiva, spesso stressante mentalmente e molto stancante fisicamente, l’ultima cosa che volevo vedere erano un pallone da basket e delle scarpe da ginnastica. Quando staccavo, staccavo veramente.

Quando riprendevo gli allenamenti, sistematicamente, al terzo giorno, la mia muscolatura aveva più acido lattico che le altre sostanze messe assieme, sangue compreso. C’erano giorni in cui al mattino, per alzarmi dal letto, dovevo cercare un appiglio per alzarmi in piedi o rotolare dal letto ed avanzare a carponi.

Un giorno, il mio grande mentore Mike D’Antoni, mi diede il consiglio più utile in assoluto, suggerendomi di non fermarmi mai del tutto, anche durante le vacanze.

Lui mi disse: “Non devi allenarti sempre, perché la mente ed il corpo hanno un sacrosanto bisogno di riposarsi e prendersi una meritata vacanza dalla fatica e dallo stress. Prova però ogni tre o quattro giorni di totale riposo, ad inserire un’oretta di esercizi blandi, senza esagerare le prime volte, per poi aumentarne l’intensità nel tempo. Fino ad arrivare ai giorni a ridosso della ripresa degli allenamenti con già una buona base di partenza che ti permette di sentir molta meno fatica”. Ed aveva ragione, come sempre.

Quando siete in vacanza, non fermatevi mai del tutto. Anche se potrebbe risultare difficile da accettare, provate a dedicare 15-20 minuti ogni tanto per prendere in mano alcune cose di lavoro e vi renderete conto che la ripresa sarà molto meno traumatica.

 



Autore: Riccardo Pittis
Speaker motivazionale, Mental Coach e Corporate Trainer. Ex Nazionale di Basket